USA-IRAN: IN CAMPO ANCHE IL JAZZ AMBASSADOR PROGRAM / ANSA
Tra essi spicca il 'Jazz Ambassador Program', un programma voluto e finanziato dal Dipartimento di Stato che si fonda su questa convinzione: il jazz può essere un veicolo diplomatico straordinario per entrare in contatto con le altre culture del mondo, soprattutto in Paesi in cui non è conosciuto, dal Medio Oriente, all'Asia, all'Africa.
Finanziati dal Dipartimento di Stato, e con l'appoggio della National Geographic Society, gruppi di jazzisti professionisti si trasformano in ambasciatori americani per andare a suonare nel mondo, e tra gli obiettivi di concerti prossimi venturi c'é anche l'Iran.
"La diplomazia culturale americana - è scritto nel programma del Dipartimento di Stato - crede profondamente nel potere trascendente della musica per riuscire a comunicare le eccellenze, le libertà, le speranze e le sfide dell'America.
Ma anche Hollywood è impegnata a costruire nuovi ponti con Teheran: il mese scorso una delegazione privata di cineasti e produttori è stata in Iran per cercare di favorire scambi nel campo della cinematografia e della formazione.
Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_908402733.html
Ragusa, nuovo attacco di cani randagi
commento inviato il 17-03-2009 alle 15:54 da natale e quale pienamente d'accordo con luisa…..qui ci sono delle responsabilità anke da parte di noi bestie..pardon umani commento inviato il 17-03-2009 alle 15:17 da cassandra cani randagi Vorrei vedere i notri amici animalisti,o pseudo tali,perche' non fanno nulla per questa situazioni'
commento inviato il 17-03-2009 alle 11:49 da natale e quale ora di decidere Con tutti i cacciatori che ci sono in Italia che quando aprono la stagione della caccia sparano perfino alle mosche, perche per una volta tanto non danno l`oro un permesso speciale dove ci sono questi problemi di cani randagi.son sicuro che ci sono moltissimi volontari.
Speccialmente nel nostro meridione d'Italia, c'è questo degrado, dove branchi
di cani randagi scorazzano anche nelle vie del centro delle città, io l'ho visto
anche ad Atene questo scenario, da Paesi del terzo mondo, difatti in Sud America in Asia ed in Africa quasi tutte le città specialmente le periferie sono
piene di cani abbandonati che girano in branchi, che se ne accorgono che hai un pò di paura sei fritto.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Fonte: http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=50882&sez=ITALIA
Un altro Eastwood da manuale Vincet Cassel bandito guascone
Caso o provvidenza cinematografica, lo sceneggiatore Nick Stern ha tirato fuori dal cilindro un personaggio disegnato addosso ai fantasmi di celluloide dell'attore-regista: Walt Kowalski, reduce dalla Corea, in pensione dopo una vita alla catena di montaggio Ford, vedovo con figli e nipoti lontani e assenti, è un vecchio che presidia la veranda mentre il mondo intorno si sfascia: giovani senza rispetto, figli che ti manderebbero in un confortevole ospizio, gusti involgariti (in strada macchine 'per frocetti' mentre lui si lucida la Gran Torino, modello che Ford dedicò all'eccellenza italiana), una religiosità controversa e sporadici contatti umani, guastati dall'abitudine di minacciare l'interlocutore fucile alla mano.
Si passa dalla prima parte della storia - l'autismo caricaturale e fumettistico di un vecchio tutto di un pezzo - alla seconda - la generosità, il romanzo di formazione, la tragedia - con naturalezza, in un fluire pulito e toni netti, con dialoghi formidabili e battute fulminanti.
E quindi riempie alla grande la figura del bandito guascone (e un po' stronzo) Jacques Mesrine, che dagli anni cinquanta e per un lungo periodo, infilando rapine, carcere e fughe rocambolesche di qua e di là dell'Atlantico, diventa superstar dei media.
Corsa senza freni e sberleffo violento alla tranquillità borghese, la vita del bandito aiutato più dall'astuzia che dai mezzi ricomincia ad attrarre quel cinema che ha abusato dell'ultraviolenza e della tecnologia e tenta un bagno di credibilità.
Fonte: http://www.unita.it/news/82850/un_altro_eastwood_da_manuale_vincet_cassel_bandito_guascone
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